Nel fintech, la traduzione non è mai una semplice questione di parole.
Il fintech viaggia veloce. È globale. E, diciamolo, non perdona. Basta un errore in un’app di trading o in una nota legale per non solo confondere l’utente, ma perdere la sua fiducia (o attirare attenzioni poco gradite da parte dei regolatori).
Ecco perché la traduzione nel fintech non può essere un semplice “inserisci testo e traduci”. Ogni scelta va fatta con criterio: garantire la qualità, rispettare le scadenze e tenere sotto controllo i costi.
Lo sappiamo bene: ci siamo passati. E oggi vi raccontiamo il dietro le quinte del lancio dell’app di BingX, un exchange crypto, nel mercato rumeno.
Il gioco degli equilibri: accuratezza, velocità e costi
Le aziende fintech gestiscono enormi volumi di contenuti: interfacce app, flussi di onboarding, help center, disclaimer legali e campagne marketing. Tradurre tutto questo richiede una strategia che sappia bilanciare tre fattori:
• Accuratezza: nel linguaggio finanziario, l’errore non è ammesso.
• Velocità: i lanci non aspettano.
• Costo: centinaia di migliaia di parole non sono a buon mercato.
Ecco perché una delle prime decisioni in un progetto di localizzazione fintech è scegliere tra traduzione umana completa o MTPE (machine translation con post-editing umano).
Spoiler: per BingX, abbiamo scelto la seconda opzione.
Il caso BingX: come abbiamo lavorato
Quando BingX ha deciso di lanciare la propria app in Romania, serviva una traduzione in tempi strettissimi, senza sacrificare la qualità. Dopo aver analizzato i contenuti, abbiamo optato per un approccio misto: traduzione automatica per velocizzare e ridurre i costi, seguita da un doppio intervento umano – prima il post-editing dell’output automatico, poi una revisione completa.
Questo metodo ci ha permesso di tenere il ritmo richiesto dal cliente, mantenendo una qualità paragonabile a una traduzione interamente umana. I contenuti, principalmente schermate e flussi utente, si prestavano perfettamente a questa soluzione. Il risultato? Efficienza, tempi rapidi e massima affidabilità.
Il processo
Prima di toccare l’app, abbiamo tradotto il glossario fornito dal cliente. Quel glossario è diventato la nostra rete di sicurezza: i traduttori hanno usato gli stessi termini, la coerenza è stata assicurata, e il cliente ha potuto approvare tutto prima del rollout. Un piccolo passo che ha evitato grandi problemi più avanti.
Con il glossario pronto, abbiamo suddiviso il lavoro tra più traduttori. Caos? Solo se manca la gestione. Il coordinamento è stato cruciale: abbiamo centralizzato le memorie di traduzione e mantenuto controlli qualità costanti. Le consegne a blocchi ci hanno permesso di rispettare tutte le scadenze con tranquillità.
BingX ha ricevuto la versione rumena della sua app nei tempi previsti, coerente e pronta per il lancio.
Lezioni chiave dalla traduzione fintech
Se dovessimo riassumere:
• Il glossario prima di tutto. Fa risparmiare tempo, soldi e stress.
• Scegli il metodo giusto. MTPE + revisione può essere la formula ideale con volumi elevati e deadline strette.
• QA centralizzato. Suddividere il lavoro va bene, ma la coerenza va monitorata.
• Pensa alla compliance. Per contenuti legali o sensibili, meglio affidarsi solo alla traduzione umana.
• Sii un consulente, non un semplice fornitore. I clienti hanno bisogno di guida, non solo di parole.
Traduzione come strategia, non come servizio
Il lancio di BingX dimostra che nel fintech la traduzione non è mai standard. Ogni progetto richiede scelte mirate. Con un mix di MTPE, controllo umano, gestione del glossario e coordinamento attento, abbiamo supportato un player globale nel suo ingresso in un nuovo mercato.
Ed è proprio questo che ci appassiona di più: aiutare le aziende fintech a crescere a livello internazionale, senza doversi preoccupare delle traduzioni.
Se la tua azienda fintech sta pensando di espandersi, non lasciare le decisioni di traduzione al caso. Contattaci!
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